Laddove il concetto di coscienza si disgrega in frammenti simili a schegge di vetro e il pensiero si manifesta come un impulso elettrico del battito cardiaco, Hyponous si materializza. Non è semplicemente un libro, ma un’esplorazione delle profondità dell’esistenza: un lento precipitare non verso un vuoto spirituale, bensì all’interno delle sinapsi stesse, nei legami invisibili che orchestrano ogni atto del vivere umano. Ogni pensiero è una scintilla che percorre il sistema neuronale e riverbera nel cuore, incarnando un dialogo incessante tra la freddezza razionale e il calore dell’intuizione viscerale.
HYPONOUS, 2026

Counselor Psicosociale
Counselor Psicosociale
Counselor Psicosociale
Corpus
Corpus
HYPONOUS: il sangue, la Bestia e il collasso
«La verità non è nei documenti, ma nelle vene».
In un'epoca di "devoluzione" in cui l'ordine sociale non è che l'incubatore più sofisticato del caos, emerge la voce di chi ha smesso di cercare salute mentale in una civiltà malata. Attraverso una dissezione anatomica dei costrutti umani, il corpus ci trascina oltre il "dividuo" frammentato dal mercato, verso la scoperta dell'Inumano: l'essere irriducibile che recupera la propria "fredda radice" e il battito cardiaco come unico atto di resistenza.
Un dialogo serrato e brutale tra il "Noi" e il "Critico" che smaschera la Bestia Mora, quel parassitismo biologico che infetta le gerarchie di potere e trasforma il "bene comune" in un cavallo di Troia per l'annientamento dei sani. Dalla critica feroce ai tribunali — descritti come lupanari della retorica dove il vero viene sacrificato al "minimo sforzo" burocratico — fino alla visione di un Occidente prossimo al collasso termodinamico, l'opera si configura come una narrazione per chi possiede "neuroni cardiaci" ancora intaccabili.
Non un manuale, né un grido di speranza, ma una testimonianza dall'abisso: l'autarchia del sangue contro la spazzatura decisionale.
«Non si tratta di essere capiti dal sistema, ma di risuonare in quei pochi che, sentendo il proprio battito regolare il caos, riconoscono la propria natura non divisus».
Laddove il concetto di coscienza si disgrega in frammenti simili a schegge di vetro e il pensiero si manifesta come un impulso elettrico del battito cardiaco, Hyponous si materializza. Non è semplicemente un libro, ma un’esplorazione delle profondità dell’esistenza: un lento precipitare non verso un vuoto spirituale, bensì all’interno delle sinapsi stesse, nei legami invisibili che orchestrano ogni atto del vivere umano. Ogni pensiero è una scintilla che percorre il sistema neuronale e riverbera nel cuore, incarnando un dialogo incessante tra la freddezza razionale e il calore dell’intuizione viscerale.
HYPONOUS, 2026
Chi scrive col sangue non cerca lettori, ma testimoni di un'eviscerazione. Quest'opera non è un invito al dialogo, né una concessione al “bellino” o alla pigrizia intellettuale di chi consuma parole come oggetti di scarto. È un’indagine condotta con la pala in mano, scavando nel terreno putrido di un Occidente al tramonto, tra le macerie di una civiltà che ha barattato il battito del sangue con l'algoritmo e la maschera.
MOSTRUM CONCRETAE NAURAE, 2026
Laddove il concetto di coscienza si disgrega in frammenti simili a schegge di vetro e il pensiero si manifesta come un impulso elettrico del battito cardiaco, Hyponous si materializza. Non è semplicemente un libro, ma un’esplorazione delle profondità dell’esistenza: un lento precipitare non verso un vuoto spirituale, bensì all’interno delle sinapsi stesse, nei legami invisibili che orchestrano ogni atto del vivere umano. Ogni pensiero è una scintilla che percorre il sistema neuronale e riverbera nel cuore, incarnando un dialogo incessante tra la freddezza razionale e il calore dell’intuizione viscerale.
HYPONOUS, 2026
Qhi scrive col sangue non cerca lettori, ma testimoni di un'eviscerazione. Quest'opera non è un invito al dialogo, né una concessione al “bellino” o alla pigrizia intellettuale di chi consuma parole come oggetti di scarto. È un’indagine condotta con la pala in mano, scavando nel terreno putrido di un Occidente al tramonto, tra le macerie di una civiltà che ha barattato il battito del sangue con l'algoritmo e la maschera.
MOSTRUM CONCRETAE NAURAE, 2026




